IN PRINCIPIO ERA GALILEO. PROGRESSO SCIENTIFICO,
MONDO DELLA VITA E RELIGIONI
La più importante fonte comune della ricerca di senso, di significato e di speranze per la nostra vita personale e sociale, è costituita oggi dalle conoscenze scientifiche e dalle applicazioni tecnologiche. Nella vita morale e nel suo concretizzarsi in scelte e decisioni, negli orientamenti del bene personale e collettivo, nel confronto etico, nelle scelte di “valore”… non ci si orienta ad altre risorse culturali così generali come a quelle scientifiche. Le consapevolezze derivanti dalle conoscenze sono acquisite socialmente, o divulgate a livelli diversi, con esiti talvolta distorti o contraddittori, a svantaggio della crescita delle singole persone e a detrimento dello sviluppo collettivo. E’ necessario quindi un impegno maggiore nella condivisione delle acquisizioni di sapere, in termini generali e critici, da parte delle agenzie formative ed informative e delle aggregazioni ed associazioni culturali operanti nella socializzazione di base.
Gli sviluppi del nostro vivere sociale, i processi normativi, gli orientamenti del diritto e dell’elaborazione giuridica, ci pare siano anch’essi ampiamente correlati, sotto il profilo antropologico e pratico, al senso diffuso del sapere scientifico, ovvero ai suoi criteri, ai suoi metodi, ai suoi esiti, alle forme esistenziali alle quali questi danno luogo. Pensiamo in particolare al dibattito attuale, al travaglio relativo allo specificarsi della dottrina positiva ed al concretarsi delle norme sui temi del “mondo della vita”. Certamente gli argomenti specialistici, dal “biodiritto” alle neuroetiche, sono meno connessi alla vita ordinaria, quotidiana, di tanti cittadini. Ma il dibattito generalizzato su questioni bioetiche, quali il testamento biologico e “l’origine e il fine vita”, per esempio, interpellano immediatamente le coscienze e sono emblematici dell’incontro/scontro, dell’interazione tra cultura scientifica, attese delle persone e complessità del discernimento etico e giuridico. Pensiamo al grande impatto che ha sulla sensibilità popolare e al coinvolgimento che suscita da tempo – non solo per l’induzione mediatica – le vicende di Eluana Englaro e della sua famiglia.
Potremmo ulteriormente sviluppare la considerazione di temi urgenti, che stanno a cuore alla sensibilità civile, quali le problematiche energetiche, ambientali…(sentite con acutezza in particolare dalle giovani generazioni), che mettono in subbuglio il senso di sicurezza nello sviluppo, dell’effettiva capacità/possibilità di intervenire adeguatamente con le risorse scientifiche sulle contraddizioni dei procedimenti tecnologici, della volontà comune di garantire interessi vitali a livello planetario.
Ebbene, su questi scenari odierni vorremmo collocare i due riferimenti essenziali del nostro convegno: Galileo e l’ origine dello sviluppo scientifico da una parte; le dinamiche culturali, esistenziali e i processi vitali insieme alle religioni, dall’altra.
Galileo storicamente è all’origine, la sua vicenda si colloca al “principio” dello sviluppo scientifico occidentale. Nella storia del pensiero Galileo viene unanimemente considerato il fondatore della scienza moderna. Con lui, infatti, si opera quella trasformazione del modo di conoscere – nota come Rivoluzione Scientifica – dove la ragione si costituisce su nuove basi e la comprensione del reale viene concepita con i processi del pensiero matematico. La scienza della natura cessa di essere un’opera di contemplazione, come per secoli è stata concepita, e diviene un’opera dinamica di approfondimento, di decifrazione, di sperimentazione, di manipolazione. Si tratta di una novità radicale, di una vera riforma della conoscenza; la pratica della ragione si struttura su basi diverse, matematiche, sostituendo, al mondo reale dell’esperienza del senso comune, il mondo formalizzato delle teorie scientifiche. Con la nuova scienza si diffonde anche una “nuova razionalità” che, per esprimersi attraverso il simbolismo logico-matematico, deve interpretare il complesso dei fenomeni naturali secondo criteri che si adattano allo schema della previsione e del controllo. Ciò significa sostanzialmente una differente mentalità, ossia una “nuova logica” e un mutamento in profondità dell’atteggiamento dell’uomo nei confronti della conoscenza, della natura, della vita e del suo modo di interpretarla, descriverla e comprenderla.
Nel caso “Galileo” un aspetto emblematico e controverso è rappresentato dalla questione del metodo scientifico e dell’interpretazione delle Sacre Scritture. Ovvero, del rapporto tra la conoscenza scientifica e la rivelazione, che è a fondamento della verità religiosa, della dottrina della chiesa, dell’interpretazione tradizionalmente sacrale della natura nel suo insieme, quindi dell’uomo e del suo ambiente cosmico.
Nella mentalità corrente è tuttora diffusa l’idea dell’inconciliabilità tra la conoscenza scientifica e il sentimento religioso. L’esperienza di Galileo quindi costituisce ancora una chiave di volta rappresentativa non solo della crisi del rapporto dello sviluppo scientifico con la tradizione cristiana, ma anche dell’impatto del metodo sperimentale con tutte le esperienza religiose nella modernità. Certamente si possono considerare in termini specifici le estremizzazioni del pensiero, in un senso o nell’altro: lo scientismo ideologico da una parte (che pretenderebbe una sorta di “abiura della fede” dalla vita contemporanea, disconoscendola) e il fondamentalismo religioso dall’altra (che pretenderebbe la negazione culturale dell’autonomia della scienza e della sua validità). Forse un certo laicismo unilaterale, scientista, intende quasi “vendicare” il Galilei e rendere la pariglia al dogmatismo religioso? Forse un certo fariseismo religioso, dogmatico e supponente, vuole a tutti i costi giustificare il suo passato e non ammettere il ritardo culturale, anche teologico, sul presente?
Di certo, le religioni sono le istituzioni maggiormente “in travaglio”, a motivo degli straordinari cambiamenti culturali in atto (e questo è il secondo versante, prospettico, della nostra proposta di riflessione). Forse le religioni, e non solo in occidente, avrebbero dovuto, da tempo, valutare meglio gli esiti prodotti dalla vicenda Galileo, le conseguenze e le potenzialità storiche in essa insite, prendere compiutamente coscienza della novità del metodo scientifico, della incidenza della scienza moderna, del profondo impatto che essa ha sulla cultura, sui saperi tradizionali, sulla qualità della vita, sui sistemi politici, sulle forme del diritto, sulla complessità dei problemi etici, sulle questioni del senso, sulle domande circa l’origine ed il fine dell’esistenza. Sembra esserci una distanza incolmabile tra i dettami religiosi e le espressioni culturali della contemporaneità. Eppure, all’interno di questa tensione, la ricerca spirituale procede, mira ad una sintesi possibile, significativa e convincente.
Col nostro incontro, perciò, intendiamo aiutarci a rispondere meglio ad alcuni interrogativi: la religione, le religioni (intese come strutture culturali animate da tradizioni e convinzioni condivise, come istituzioni sociali e storiche), e le scienze come si pongono oggi rispetto all’insieme delle imponenti trasformazioni in atto? Quale pensiero producono? Come sviluppano i loro valori in rapporto alle sfide della modernità? Quali strategie culturali e sociali adottano? Con quali esiti? Quali atteggiamenti provocano nel tessuto sociale? In modo particolare ci chiediamo: che cosa sta avvenendo nei grandi movimenti religiosi monoteisti, nell’Islam, nel Cristianesimo, rispetto agli sviluppi del pensiero scientifico? E nel mondo scientifico, nella ricerca, come si procede in considerazione degli interessi economici e politici che sono in gioco? E come tutto questo insieme di fattori tendono a proiettarsi, nel pubblico e nel privato, sulla nostra vita di cittadini, sulla nostra esistenza condivisa al ritmo della quotidianità, ma non chiusa né insensibile alle grandi attese, alle speranze che animano il cuore dell’uomo nella vita sociale?
Note a cura di p.Vincenzo D’Adamo S.I.
Sapienza Università di Roma
Associazione Culturale “Balbino del Nunzio” – Padova